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A 48 tornanti dal Paradiso. Stefano Scacchi

Aggiornato il: mag 7

E' un piccolo libro sullo Stelvio e sul senso delle salite, in bici e nella vita. L'ho letto ad Aprile 2020, nei giorni del lockdown da Coronavirus, mi ha aiutato a nutrire mente e anima in un momento difficile per tutti noi, mi ha consentito di rivivere la salita allo Stelvio di diversi anni fa e stimolato a programmarne una nuova per la prossima Primavera. Qui a seguire incollo alcuni brevi stralci tratti dal romanzo.

La particolarità del ciclismo, rispetto alla maggior parte degli altri sport, è che dà la possibilità di pensare mentre lo pratichi, soprattutto quando sei da solo. E quando pedali e resti in sella per ore, di pensieri ne fai tanti, almeno fino a quando non vieni annebbiato dalla fatica. La salita più bella del mondo rende più belli anche i pensieri, perchè aiuta a riflettere sullo splendore della natura.


Lui e Romano conoscevano tutto del ciclismo, gli ingranaggi dei telai e le fatiche dei muscoli. Nelle loro parole il ciclismo suonava come una musica. Una sinfonia sufficiente a dare senso alla vita, perchè sconfina in un'arte semplice e intuitiva: tecnica, muscoli, linee e fatica. Le stesse componenti che guidano lo scalpello di uno scultore.


Risiede qui l'immensità del ciclismo: nella possibilità, che concede a chiunque spinga la bicicletta lungo le salite del mito di diventare parte delle montagne e quindi della natura. Su questa unione si può costruire un'epica individuale o collettiva. Se noi fratelli abbiamo continuato a pensare che saremmo arrivati in cima allo Stelvio, fu merito del sorriso paterno di quel signore distinto che ci elogiò simpaticamente dal marciapiede del Trafoi.


Le salite sono un nemico che concede a ogni sfidante l'opportunità di combattere. Basta decidere di iniziare davvero ad affrontarle per rendere più umano anche il re dei passi alpini.

Lei lo faceva per ricordare suo papà che non c'era più.


E' impressionante la profondità delle ragioni che conducono ogni ciclista a un passo dal cielo. A parte gli atleti, ogni uomo o donna che a un certo punto della sua vita inizia a salire ha alle spalle un percorso particolare.

" E tu perchè lo fai?" Per fuggire nel silenzio. Perché se non avessi trovato questa vita parallela, forse mi sarei perso nel grigio. Perché questo per tanta gente è diventato un ideale in un'epoca che non ha più rivoluzioni... Oppure perchè non abbiamo coraggio di combattere le guerre vere e ci rifugiamo a lottare quassù. ...




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