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ANDARE IN BICI PUO' FARE PAURA?

Paura della discesa, paura delle curve.

Supera le tue paure, sarai un ciclista più forte!


Quante ansie ci facciamo talvolta prima di salire in bici, ci creiamo inconsciamente stati emotivi di apprensione, un’ansia generata da una generica sensazione di pericolo le cui radici sono nella nostra mente.

Se ci pensiamo tuttavia, la vita intera è un rischio continuo, dunque il tema non è pensare di vivere a rischio zero, ma convivere con esso e la sensazione di paura che ne deriva. Possiamo decidere di farci bloccare dalla paura del vivere o … andarci a braccetto!



Vediamo come poter gestire la paura che si delinea nella nostra mente con gradualità


Ho partecipato a diverse competizioni sia automobilistiche che in altre discipline sportive. In ambito ciclistico ho preso parte a Gran Fondo e gare di Triathlon e conosco bene quel senso di inquietudine che si prova immediatamente prima di partire. Una sensazione mista tra l’euforia della competizione e quel nervosismo per le incognite che il percorso e l’intera esperienza riservano.

Tuttavia, confesso che a volte, anche avviarmi con la mia bici nel contro viale sotto casa mia non mi rende sereno. Perché?

Ho provato a selezionare alcune comuni paure relative al ciclismo, ho provato ad analizzare le cause e, come esperto in psicologia dello sport vorrei condividere una serie di semplici suggerimenti da applicare per potenziare le vostre prestazioni.


La discesa, paura di ferirsi di cadere


Lo scenario più comune che fa venire i brividi e quando ci buttiamo in discesa.

Che ci piaccia o no la terra non è tutta piana.

Conosco persone che si bloccano letteralmente oppure tendono a frenare per tutta la discesa con buona probabilità di perdere l’equilibrio e creare così, proprio lo scenario che desiderano tanto evitare. O altri che non vorrebbero fare le salite sapendo quello che li aspetta dopo.

Per contro posso anche dirvi che scendere dal colle del Moncenisio e toccare i 70/Km/h può essere un'esperienza elettrizzante. Chiaramente, quella scarica di adrenalina è stimolata dalla potenziale paura di schiantarsi (ma non ci si arriva subito).


Il primo e più elementare metodo per uccidere la paura è concentrarsi sulle basi, ascoltarsi, riflettere sul processo: cosa e come dobbiamo sentirci mentre scendiamo?

Lo sviluppo delle competenze è fondamentale, (soprattutto se sei nuovo al ciclismo).

Se pensi di essere inesperto fai in modo di andare con un ciclista che possa mostrarti i punti di corda delle curve e seguilo esattamente come e dove posiziona la bici.

Per farti un esempio è quello che vedi alla Tv nelle gare di moto, tutti i piloti seguono in curva la stessa traiettoria di chi hanno davanti.


Una volta che hai, spostato il peso in modo uniforme sulla bici e hai spalle e gomiti rilassati, cerca una progressione costante sappi che a qualsiasi livello, campioni inclusi, è normale sentirsi nervosi mentre si scende! E in certa misura è proprio quel sottile senso di nervosismo che ci consente di rimanere vigili; la paura gestita ci fa stare attenti.


"In primo luogo, sfida il tuo istinto naturale di trattenere il respiro", respira profondamente dal diaframma. L’ansia è come una bolla sotto il nostro diaframma: più tratteniamo il respiro, respiriamo “corti”, più l’ansia prende spazio.

Evita di irrigidirti, anche se chiaramente è più facile a dirsi che a farsi. Devi capire cosa significa per te irrigidirsi per poi rilassarsi, il metodo Jacobson di rilassamento muscolare è facile da usare ti viene in aiuto. Molte paure si riducono semplicemente a una perdita di controllo – ed è facile rimediare.


Oggi piove, paura di sbandare!


Un minuto splende il sole e tu sei il padrone della strada; il prossimo, i cieli si aprono e ti trasformi in un automa nervoso. Pedalare sotto la pioggia può creare disagio e inquietudine anche al ciclista esperto.

Torno sul punto secondo cui la competenza genera fiducia e l'unico modo per diventare competenti in qualcosa è attraverso la ripetizione delle buone pratiche.

Potresti decidere di provare cosa vuol dire andare in bici con la pioggia.

Cosa significa avere gli indumenti appropriati e perché diminuire la pressione nelle tue ruote. Scegli un percorso non trafficato e simula le frenate, l’inserimento in curva, il passaggio sulle pozze d’acqua.

Devi stare dentro la pioggia anzi la pioggia devi essere tu!

Ricorda, soprattutto sotto la pioggia, la tua bici segue i tuoi occhi, quindi guarda bene dove vuoi andare!


E veniamo alla madre di tutti i problemi non solo ciclistici!


Puoi anche parlare con te stesso in una versione più sicura che sfida la pioggia.

Il “tuo dialogo interno” è uno strumento molto utile, specialmente in situazioni apparentemente difficili che potresti temere come guidare sotto la pioggia.

Ci sono protocolli e metodi per il dialogo interiore che consente di far concentrare la mente sul lavoro da svolgere.


Naturalmente, ci sono alcuni principi che devi osservare per massimizzare i benefici.

Il primo è: evitare di essere negativo; evitando di dire cose come "Non sbandare!" o "Non devo perdere aderenza sul bagnato!"


Questo risale al vecchio adagio sul non pensare a un elefante e alle sue grandi orecchie rosa. Cosa fanno tutti? Pensano a un elefante dalle orecchie rosa


Invece, dì a te stesso cosa vuoi fare e sii positivo al riguardo. Acquisisci un lessico orientato al positivo.

Potrebbe trattarsi di seguire una certa linea, il grado di inclinazione della bici per esempio.


Trova una selezione di frasi utili che ritieni possano aiutarti a superare problemi specifici e inizia a ripeterli a te stesso qualora dovessero sorgere queste situazioni che non è possibile pre-vedere.


Non importa se il dialogo interno è limitato alla tua testa o vocalizzato, posso assicurarti che funziona ed io lo pratico in ogni momento.


Ti farà sorridere ma anche la paura di forare e di non essere capace a sostituire la camera d’ aria per continuare il tuo viaggio anche questo ti può limitare. In mezzo alle montagne non arriva il taxi.

Anche in questo caso allenati a casa, prendi un vecchio cerchio: monta e smonta finché il tutto non ti diventa facile, sai quanti ciclisti conosco che sperano di non bucare mai o che cambiano la ruota guardando un tutorial su youtube ?


Come vedi le paure fanno parte anche di questa piacevole attività.

Dobbiamo imparare a conviverci, ci siamo passati un pò tutti fatalisti, temerari o sprovveduti.

L’esperienza ci consente di essere sempre più confidenti con la bici, così come nella vita e ci permette di stabilire un contatto migliore con noi stessi.


Come vedi non ho trattato o portato la tua attenzione sul mezzo ed altre accortezze tecniche o meccaniche ma sono voluto rimanere in un ambito più mentale ed emozionale, perché ogni volta che si sale in sella l’arrivo a destinazione dipende solo da noi, ogni volta è sempre diversa dalla precedente ed è una fantastica esperienza; tutto quello che ci serve è già dentro di noi!

E allora… buone pedalate!


R.P.

riccardo@riccardopenna.com

Professional Training & Coaching



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