Cerca

IL DESIGN INCARNATO DAGLI ITALIANI, SINONIMO DI CULTURA DEL CICLISMO DI ALTO LIVELLO

Aggiornamento: mar 27

Articolo di Alison Mc Gregor


Ogni anno viaggiamo attraverso l'ITALIA con l'obiettivo di tornare con un prodotto unico. Vogliamo condividere segreti dietro il fascino e l'amore di Chainsmith sia per la storia del ciclismo italiano che per le sue innovazioni.

Mi ha colpito nelle due ultime settimane aver ricevuto due diversi commenti riguardo la presunta carenza dell'ingegneria italiana nel ciclismo.

Entrambi, a mio modo di vedere, tanto ignoranti quanto di parte!

Opero nel settore ciclistico da 10 anni, ho sicuramente visto la mia giusta dose di difetti e ad oggi la maggior parte non era certamente italiana.

Ciò che questi commenti invece mettono in evidenza è il successo del marketing di massa ... e in questo articolo provo ad esporre nel dettaglio.

Per essere chiari, in CHAINSMITH siamo dediti al CICLISMO ITALIANO perché ci crediamo. CREDIAMO nelle PERSONE con cui lavoriamo e che adesso chiamiamo amici, le Aziende di artigiani italiani che aprono le loro porte per abbracciarci quando andiamo a trovarli e che condividono con noi il loro tempo e i loro spazi.

Crediamo negli OPERAI impiegati per anni dalle stesse famiglie, che producono prodotti per il ciclismo. Noi stessi ci dedichiamo ai prodotti, di cui abbiamo visto l'intero processo di produzione, comprendiamo i materiali, l'ingegneria e la costruzione, i rigorosi processi di collaudo e infine li testiamo per garantire che le loro qualità pratiche ed estetiche soddisfino le nostre esigenze personali al fine di garantire prodotti eccellenti ai nostri clienti.


Molte aziende italiane rimangono accecate dal potere dei mass media e del marketing, o almeno sono lente a capire che un pubblico può essere notevolmente raggiunto attraverso i social media. La ben nota PASSIONE per il ciclismo in Italia continua a svilupparsi a passi da gigante. Tuttavia, non è spesso pubblicizzata professionalmente.

Il nostro punto di osservazione sull’Italia è attraverso quei TOUR IN BICICLETTA che ci concediamo in occasione degli incontri con i nostri fornitori e che ci consentono di godere di magnifici paesaggi, di prendere parte alla celebrazione del buon cibo e del vino rinomato.

La grande abilità MANIFATTURIERA di tante aziende artigiane italiane è spesso nascosta dietro la predominanza mediatica dei marchi tradizionali.

Quindi vorrei evidenziare alcuni marchi che David e io, nel corso di molti anni, abbiamo avuto il privilegio di visitare.

Guardiamo all'evoluzione del ciclismo Campagnolo come il primo a produrre un gruppo 12 velocità (Super / Super Record), con la sua opzione freno a disco su cui è possibile intervenire per regolazioni.

I componenti Ursus, con la loro ultima produzione di cerchi o i magnifici manubri Magnus integrati.

E riguardo all’abbigliamento, guarda i capi di Nexttoskin, i primi a impiegare il carbonio in strati di base antibatterici, traspiranti e antiscivolo.

Non è solo la grande azienda a spingere i confini del ciclismo. Vi sono tanti PRODUTTORI INDIPENDENTI ITALIANI di componenti che giocano un ruolo determinante.

Un altro esempio di azienda di nicchia è costituito da Alpitude Component e dai suoi meravigliosi supporti frontali per ciclo computer, i portaborraccia in carbonio fatti a mano e ancora, le selle, leggere e dal design straordinario, che dimostrano come gli italiani non siano secondi a nessuno in quello straordinario mix di PASSIONE, INGEGNERIA E DESIGN.

I costruttori di telai, di cui parlerò in un altro post, realizzano telai su misura, dalle incredibili prestazioni per soddisfare le esigenze personalizzate di qualsiasi ciclista.

I costruttori di telai su misura come, Cicli Barco (per citare alcuni dei MAESTRI), continuano a costruire telai in carbonio personalizzati senza pari con le loro abilità competenti, supportate spesso da esperienza generazionale.

Abbiamo anche sperimentato in prima persona la costruzione del telaio da Chesini a Verona, il negozio di biciclette più antico in Veneto, che continua a PERSONALIZZARE i telai in acciaio sfidando le opinioni tradizionali in termini di peso o uso competitivo.

Un'altra grande azienda italiana che ha contribuito alla storia del ciclismo è Vittoria Shoes, azienda nata dal ciclista professionista Celestino Vercelli; la famiglia Vittoria ha supportato la suola di numerosi campioni del ciclismo.

I clienti sul podio di Vittoria ai Tours includono l'italiano Marco Pantani e Stefano Garzelli, nonché l'irlandese Stephen Roche.

Gli ultimi scarpini usati da Pantani rimangono in fabbrica, di cui ci è stato offerto generosamente un tour.

La forte connessione con la storia del ciclismo, di questa nicchia della produzione artigiana d’eccellenza italiana, riflette sia il fascino che la forza del comparto artigianale d’eccellenza di questo paese.

E’ un'industria UNICA, di successo, creativa e innovativa, una produzione che si identifica con l’intera nazione e che da lustro all’Italia.

" l'apprezzamento dell'Italia per il ciclismo è intessuto nel tessuto stesso della storia dei ciclisti."

Gli italiani capiscono che il ciclismo sportivo di prim'ordine spinge il più ostinato degli atleti oltre i propri limiti a sfidare spesso gli infortuni e persino a rischiare la morte. Nel corso dei molti anni, tra storie di tumulti e momenti di trionfo, oltre le tragedie amare e i sogni infranti, si intrecciato con nuovi inizi e INNOVAZIONE TECNOLOGICA, il supporto incessante di una base di fan italiani appassionati, rimane fedele nel glorificare la bicicletta.

Il CICLISMO IN ITALIA non è solo glorificato, è PARTE DELLA VITA. Puoi passeggiare all'interno di un piccolo negozio di biciclette senza pretese e trovarvi dentro quello che in Australia sarebbe simile a un Museo del ciclismo pieno di pezzi vintage e abbigliamento. Poni delle domande e il negoziante riproporrà storie di GIORNI DI GLORIA e ascoltiamo con impazienza come bambini con una favola della buonanotte.

Per noi in Australia, ad eccezione dei tempi trascorsi al TDU, questo supporto per il ciclismo, questo applaudire il ciclista come campione, è insolito.

Sebbene il ciclista australiano appassionato possa discutere degli ultimi costosi gadget utilizzati dagli Elite Cycling Pro, generalmente il fan australiano si rivolge al Rugby, Cricket e Nuoto tra le principali attività per gli incontri sportivi.

È importante notare che questi sport: rugby, cricket e nuoto sono definiti da bordi, recinzioni e campi ben curati.

Il CICLISMO, invece, SFIDA IL CONFINAMENTO. Rappresenta la libertà, il potenziale, il movimento, il viaggio, l'euforia e sì, a volte il pericolo! E tutto ciò avviene “in” e “fuori” strada. Il ciclismo può attraversare ghiaia e sentieri, neve e sabbia.

Nessun altro sport può sfidare il senso del territorio di qualcuno come il ciclismo.

“In sé il ciclismo sfida le regole in quanto sfida il senso di proprietà sul territorio”.

In relazione al senso di libertà del ciclismo, l'Australia ha poco rispetto per coloro che infrangono le "nostre" regole. Guarda per esempio le leggi che riguardano i ciclisti nel Nuovo Galles del Sud, queste prevedono una multa di 439 $ per il passaggio con semaforo rosso, 330 $ per non indossare il casco e 104 $ per l'audacia di essere senza campanello!

Come popolazione siamo contrari a essere limitati dalle regole, mentre paradossalmente ci irritano coloro che le infrangono. Forse questo è un bizzarro riferimento a un imbarazzo che proviamo verso un passato di una terra, l’Australia, colonizzata da detenuti e presunti rifiuti della società.

Apparentemente gli italiani prosperano nella sfida e affrontano il tema della libertà con PASSIONE. Anti-autoritari, discutono prontamente dei loro ideali con intensità e dibattito.

Cosa c'entra questo con il nostro amore per il ciclismo italiano? È TUTTO COLLEGATO, perché il nostro amore nasce dall'innovazione del ciclismo italiano tanto quanto lo è nella storia e nella loro passione.

"Il nostro amore si estende alla geografia italiana in cui le strade sono apparentemente scolpite per il piacere intenso di andare in bicicletta".

Anche noi amiamo il DESIGN così come incarnato dagli ITALIANI, questo è sinonimo di cultura del ciclismo di alto livello.

In Italia sarebbe raro (e per me, finora, inesistente) ricevere la rabbia diretta espressa violentemente da un automobilista territoriale e aggressivo che ritiene che il pagamento delle tasse gli consenta il possesso del diritto alla percorrenza delle strade asfaltate in forma esclusiva.

(Siete stati solo fortunati, purtroppo di quegli automobilisti ne abbiamo – e tanti – anche qui in Italia. Nota di CiI)

In Australia questo diritto territoriale è espresso con arroganza contro il ciclista “ribelle”. Nel nostro negozio, i turisti condividono la loro paura del comportamento degli automobilisti.

È vergognoso a dir poco. Questi turisti nei loro paesi europei, sono dei ciclisti abituali, ma da noi, in Australia, non oserebbero viaggiare lungo bordi delle strade, oltre le piste ciclabili dedicate.

"Ma credo che questa terribile situazione sulle nostre strade sia meno una dicotomia ciclista / guidatore e più indicativa invece di una cultura in declino".

Per quanto mi riguarda, capisco che il ciclismo permea l'Italia. Quando viaggio in questo Paese lo faccio con una bicicletta, parlo di biciclette e smetto di mangiare per andare in bicicletta o parlare di bici. E mentre guido, mi viene anche costantemente ricordato il mio attaccamento alla terra con le mie due ruote. Ci sono donne, in particolare nelle fasce di età più avanzata, che vedi regolarmente andare in bici in città, come mezzi di trasporto quotidiani. Sulle colline e in alta montagna, in bici, esplorando ogni aspetto del Paese.

A proposito, in quale altro posto puoi trovare monumenti di icone cadute come Marco Pantani, mentre scali con la tua bicicletta alcune delle vette più gloriose?- Vette che riescono a farti sentire contemporaneamente insignificante ed eroe.

In quale altro posto possono essere evidenziati i confini delle città attraverso i marchi delle bici che la gente guida per strada?! In queste aree un produttore o la sede di un marchio (come Wilier) è esemplificato dall'uso da parte della comunità di quel marchio.

Inoltre, dedicati alla storia di questo sport, i musei si appollaiano su colline isolate, PROTEGGENDO LE STORIE DI EROISMO e tragedia del ciclismo, mentre ospitano le stesse biciclette guidate dai protagonisti

Mentre giri per le strade dei centri storici, puoi tracciare un'abbondanza di stoici produttori italiani, produttori di componenti per ciclismo, biciclette, abbigliamento e accessori. Molti ci hanno aperto le loro porte, accolto calorosamente e ci hanno invitato nelle loro fabbriche. Abbiamo avuto il privilegio di unirci e celebrare il 110 ° anniversario di Wilier e il 50 ° di Ursus.

Abbiamo visto fuochi d'artificio, torte grandi come tavoli, splendidi hotel, fatto numerose visite alle fabbriche, effettuato numerosi test sui prodotti con piccoli studi indipendenti e preso parte a generosi eventi organizzati al Giro e oltre. Tutto questo nel nome della bicicletta.

Il nostro responsabile acquisti, David, è nato e cresciuto in Italia. Dopo essersi trasferito in Australia la passione di David per il ciclismo si è intensificata. Con un rapporto intimo con i principi del design e dell'innovazione italiani, la conoscenza di David è senza pari.

Penso che questo dia una forte idea dell'influenza e della passione che nutriamo per il ciclismo italiano, come sport, cultura, lingua con cui vivere un Paese. E speriamo che tu possa condividere parte di questa ispirazione godendoti i prodotti che portiamo a casa e le conoscenze che condividiamo.

I nostri viaggi attraverso l'Italia ci fanno percorrere il più spettacolare dei paesaggi. In Italia ci vengono offerte scene incredibilmente belle e l'opportunità di lavorare con imprenditori, con persone, eccezionali.

Ringraziamo tutti e speriamo che, attraverso i nostri piccoli post, restituiamo il calore dell'esperienza che ci è stata donata.


Articolo di Alison Mc Gregor di Chainsmith bike shop Cleveland St. - Sydney - Australia. Traduzione di Creato in Italia


Rimani aggiornato/a, iscriviti alla mailing list

Clicca qui



0 commenti

Post recenti

Mostra tutti