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  • Giuseppe Crinò

DeAnima, intervista a Gianni Pegoretti

Aggiornato il: mar 27

Il marchio DeAnima è uno dei più rinomati nel contesto delle bici di fattura artigianali italiane.

Il fondatore, Gianni Pegoretti, - fratello del defunto Dario e anche lui fondatore di un grande brand italiano di cui andar fieri, - dà continuità ad un progetto che era iniziato per dare supporto a ragazzi che avevano trovato in malsani surrogati di vitalità, le energie per affrontare le salite della vita.


Il testo che segue è la sintesi di una piacevole chiacchierata avuta via Skype con Gianni il 20 Ottobre 2020 e grazie alla quale, com’era prevedibile, ho aggiunto conoscenza che ho piacere di condividere in questo blog.

COSA RENDE UNA BICI, UNA “DEANIMA”?

L’attenzione a cosa ne farà il cliente, la connessione che stabiliamo tra il disegno del telaio e le caratteristiche fisiche di chi pedalerà quella bici, le aspirazioni del cliente e gli obiettivi, grandi o piccoli che siano, che lui vuole conseguire attraverso la bicicletta.


Una cosa è usare la bici per una passeggiata la domenica, altra cosa è intenderla quale strumento di allenamento prestante. Una DeAnima è in grado di incontrare entrambe le esigenze con un occhio all’arte moderna e all’originalità del pezzo unico su misura.

TELAI DOTATI DI ANIMA?


CI DICI QUALCOSA A PROPOSITO DEL NOME?

Il nome DeAnima trae spunto dal trattato di Aristotele sull’anima.

Nel trattato, in estrema sintesi, il filosofo greco si sofferma sulla natura dell’anima e il suo funzionamento.


C’è anima in un certo modo di vivere la bicicletta. La bici è improntata a una certa fisicità, serve forza per spingerla e con essa il nostro corpo, sia in piano e ancor più in salita, ma ritengo ci sia – più o meno consapevolmente - una certa spiritualità nel senso di ricerca di sé nell’andare in bici, da parte di ognuno di noi. G.C. “Ma andate a vedere cos’è un ciclista, e quanti uomini vanno in mezzo alla torrida tristezza per cercare di ritornare con quei sogni di uomo che si infrangono con le droghe” Marco Pantani



A PROPOSITO DEI MATERIALI UTILIZZATI

Nel vostro sito http://deanima.it è scritto:


“recuperare i metodi di lavoro classici e mantenere la tradizione italiana di costruttori di telai, ma allo stesso tempo il desiderio di trasformarli e adattarli ai nostri tempi.

È per questo motivo che abbiamo scelto il carbonio come nuova frontiera e l'acciaio come tradizione”


Si, l’acciaio, così come l’alluminio, è il materiale con cui ho forgiato le mie qualità di telaista. Ricordo i tempi in cui insieme a Dario lavoravamo per altri marchi, come per esempio Carrera, per cui producevamo circa 4000 telai l’anno.

Tuttavia, la ricerca sull’acciaio sembra essersi fermata, schiacciata da una richiesta sempre più pressante di telai in fibra di carbonio, indubbiamente in grado di consentire prestazioni superiori.


TELAI SU MISURA SECONDO TECNICHE E DESIGN MODERNI


COSA SIGNIFICA PER GIANNI PEGORETTI E L’INTERO TEAM (GIANNI, ANTONIO E MATT), COSTRUIRE BICICLETTE?


Significa proseguire un progetto iniziato tanti anni fa presso il centro San Patrignano, quando la produzione di biciclette era parte di un’iniziativa volta al recupero dei ragazzi che volevano smarcarsi dalla schiavitù della tossicodipendenza. Lavorare in officina, produrre biciclette era una via per ritrovare sé stessi… ritrovare la propria anima.


Proseguire quel progetto con il marchio DeAnima dopo la chiusura di San Patrignano nel 2015, equivale ad andare oltre e dare a quell’iniziativa una vita nuova.

Per noi costruire biciclette significa proseguire l’arte antica del fare telai su misura, secondo tecniche e design moderni.


L’idea che abbiamo della nostra impresa è quella di un laboratorio per la creazione di bici che assecondi l’idea secondo cui le persone possano conoscere chi realizza quelle creazioni e che credano in quel prodotto.


PARLANDO DI MATERIALI

CARBONIO. Realizziamo i telai in fibra di carbonio con la tecnica della fasciatura.

Imparare ad usare la fibra di carbonio per la costruzione di telai di bici richiede tempo e pazienza.

Abbiamo iniziato a utilizzare la fibra di carbonio all'inizio degli anni 2000, quando ha fatto il suo ingresso nel mondo del ciclismo.


Tutto nasce con la progettazione dei tubi e la costruzione dello stampo. Risulta decisiva la tecnica con cui le pelli di carbonio vengono stratificate nello stampo. Il verso delle fibre e la tipologia di fibra impiegata hanno un grande effetto sulla rigidità della struttura.


La produzione di un telaio inizia sgolando i tubi a misura per poi inserirli in maschera e incollarli. Una volta che il telaio è stato cotto in forno, viene rimosso dalla maschera e quindi si procede a fasciare i giunti con un tessuto pre-impregnato di resina e carbonio. Il telaio viene quindi messo in un sacco a vuoto e passato nuovamente in forno per un'altra fase di cottura. Una volta tolto dal forno, si carteggiano leggermente le fasciature e si applica uno strato di resina. Il telaio viene poi totalmente carteggiato, controllati i vari allineamenti e rifinito prima della verniciatura.

ACCIAIO con congiunzione.


È il modo più classico di costruire un telaio di bicicletta ed è l'orgoglio della tradizione telaistica italiana. Fino alla metà degli anni 80 era la modalità standard. Si uniscono i vari tubi con le congiunzioni e si salda tutto con ottone per poi limarlo e rifinirlo. Unblended #3 Classico triangolo 28,6 28,6 31,7 Dedacciai saldato a congiunzioni.

Reggisella 27,2 e attacco deragliatore a saldare. Usiamo tubi Dedacciai e congiunzioni Longshen.


PER QUELLA ROBA LÌ DEVI PENSARCI DA TE


E' VERO CHE L'INTERA VS PRODUZIONE È REALIZZATA DA VOI CON MATERIALE E MANODOPERA INTERNA ALL'AZIENDA IN ITALIA?


I telai in acciaio sono disegnati da noi e assemblati da un telaista esperto in zona che opera con l’acciaio da tanti anni.

Il carbonio lo lavoriamo noi e facciamo noi le fasciature.

La verniciatura la facciamo noi anche perché non è stato possibile trovare verniciatori in grado di interpretare ed eseguire la nostra idea di verniciatura. Per quella roba lì devi pensarci da te. Anche perché rappresenta il nostro elemento distintivo.


COSA FATE PER PROMUOVERE IL VS MARCHIO IN ITALIA E ALL'ESTERO.


Molta della nostra vendita avviene tramite negozi di bici orientati verso aziende italiane di nicchia. In estremo oriente, in Australia, Stati Uniti e Europa.

Fino ad ora la vendita è avvenuta principalmente tramite bike shop, ma stiamo iniziando anche delle vendite dirette, il che ci consente un rapporto più ravvicinato con il cliente che sceglie il brand DeAnima

QUAL’E’ IL VOSTRO TARGET?

Il nostro cliente tipo è un appassionato del prodotto italiano e sensibile al richiamo dell’arte moderna.


LA BICICLETTA DI PRODUZIONE ARTIGIANALE HA SENSO SOLO SE DI ALTA GAMMA


COME VEDI IL SETTORE DELLE BICI ARTIGIANALI?


Il prodotto artigianale ha senso solo se di alta gamma.

Siamo pochi artigiani la cui produzione è apprezzata principalmente all’estero dove il Made in Italy è un valore.

La continuità dell’azienda artigiana è strettamente connessa non solo alla qualità del nostro lavoro, ma anche alla capacità di farlo capire. Spesse volte chi acquista una bici nuova non sa nemmeno che allo stesso prezzo potrebbe acquistarne una su misura, unica, fatta appositamente per lui.


Un blog come Creato in Italia può dare il suo contributo verso un cambio di cultura, in grado di rendere noto al potenziale acquirente che, oltre alla bici fatta in serie, ha anche la scelta di una bici su misura. Fino a qualche decennio fa realizzare telai su misura era la normalità. Le bici si realizzavano solo su misura.



IL PIACERE DELL’ATTESA


Quanto più noi artigiani saremo in grado di far capire quello che c’è dietro al nostro prodotto, maggiori saranno le possibilità di crescita dei marchi artigianali.


Noi artigiani dobbiamo riuscire a spiegare il nostro prodotto, la sua unicità e l’attenzione ai particolari che solo l’artigiano può avere. Dobbiamo riuscire a spiegare il valore del tempo necessario alla produzione di un telaio unico e su misura Attendere prima di pedalare la nuova bici è come rieducare al piacere dell’attesa, che diviene essa stessa parte del processo di acquisto di un pezzo unico



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