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Intervista a Andrea Pesenti

Il nome di ANDREA PESENTI è legato al progetto del telaio Cinelli Laser del 1981. Si tratta di un telaio aerodinamico sviluppato per sfidare i record di velocità, innovativo per l’epoca in cui venne pensato e realizzato e che ha innovato il mondo dei telai delle bici da corsa.

La Laser Cinelli nel tempo è divenuta un’icona del design Made in Italy.


Determinante il contributo di Andrea Pesenti nella realizzazione dell’innovativa sezione a goccia dei tubi del telaio, nell’applicazione di elementi di rinforzo nelle zone a maggior sollecitazione e nell’attenta analisi per adattare il telaio al flusso aerodinamico.


Grazie alla Laser, Cinelli ha vinto più medaglie d’oro olimpiche e mondiali su pista e record dell’ora di ogni altro marchio nella storia del ciclismo.

Negli anni Cinelli produsse solo 300 telai Laser, di cui oltre 100 per gli atleti professionisti, su richiesta delle federazioni nazionali.

Il Laser Cinelli è oggi uno dei telai bici made in Italy di maggior successo e ricercati grazie al quale lo storico marchio italiano conquistò l’ambìto premio compasso d’Oro nel 1991.


Il premio Compasso d’Oro è stato istituito nel 1954 ed è il più ambìto riconoscimento internazionale per il design.


Andrea Pesenti è un progettista della vecchia guardia, quella in grado di partorire idee innovative grazie a manualità ed esperienza, competenza tecnica e intuito.


Creato in Italia (CinIt):

come nasce l’Andrea Pesenti progettista?


Andrea Pesenti (AP):

La formazione scolastica è stata di tipo tecnico, disegno meccanico a cui è seguito un lavoro da impiegato presso una ditta metalmeccanica di Milano.

Lavoravo principalmente in officina, dove ho appreso la tecnica di varie saldature. Saltuariamente operavo anche al tecnigrafo nel reparto di disegno.


Questo fino alla partenza per il servizio militare.

Dopo essere stato congedato ho accettato di lavorare all'estero, principalmente paesi Arabi (Libia e Arabia Saudita).

L’esperienza acquisita sul disegno meccanico mi è stata utile, ricevendo per questo l’incarico di coordinamento di squadre operative meccaniche.


Al ritorno in Italia ho deciso di mettermi in proprio insieme ad alcuni operai metallurgici e saldatori specializzati in varie tecniche come p. es. la saldatura in T.I.G.


CinIt:

come sei giunto alla progettazione di telai per bici?

AP:

È stato un incontro, direi casuale. Nel 1978 effettuai un lavoro per l'azienda Colombo, nota per la trafilatura di tubi speciali per telai di biciclette, facevo parte di una ditta esterna e stavamo installando un depuratore per le acque sporche derivanti dalla trafilatura. La casualità volle che fossi notato da un dirigente della ditta che mi aveva visto nell'operazione di saldatura a T.I.G.


Questa tecnica di saldatura veniva usata da poco anche in Italia per l'assemblaggio dei telai per biciclette.

Fu allora che mi fu chiesto se fossi interessato alla costruzione di telai per bicicletta, in particolare B.M.X. Io accettai con piacere essendo il ciclismo una mia grande passione.


Iniziai con il disegno del telaio per i primi quattro pezzi che avremmo poi testato negli U.S.A. dove già erano in voga gare per questa tipologia di bici.

I test furono un successo, sia dal punto di vista sportivo che commerciale e quindi al ritorno si decise di costituire una piccola società denominata "Formula bici". Purtroppo, il mercato italiano non era ancora pronto per questa disciplina e dopo tre anni decidemmo di chiudere la società.


CinIt:

Il nome di Andrea Pesenti è legato al telaio Laser di Cinelli, parlaci un po’ di come è andata.

AP:

Nel 1979 al ritorno da una fiera in Giappone il Sig. Antonio Colombo mi aveva mostrato una foto della bici usata da Bernard Hinault, chiedendomi se fossi stato in grado di realizzarne una simile con tubazioni "Columbus"


Lo feci, con l'aiuto di Gianni Gabella dirigente della Columbus che si occupò dell’aerodinamica.


I tubi del telaio utilizzato da Hinault erano ovali, mentre quelli della Columbus a goccia. Non potevano essere curvati per adattarli al profilo aerodinamico che avevamo in mente. Tale difficoltà ci indusse a escogitare soluzioni che si rivelarono innovative e che avrebbero caratterizzato la Laser.


La Laser venne presentata in fiera a Milano nel 1980, accolta con successo dai giornalisti, operatori di settore e da visitatori, sia italiani che esteri. Fu seguita da una bicicletta speciale per competizioni in pista, usata durante un campionato del mondo del 1994 aggiudicandosi il risultato di prima assoluta per la specialità.

La Cinelli-Laser fu usata da vari atleti e nazioni in campionati, olimpiadi, e record."


Grazie alle soluzioni innovative impiegate, la Laser Cinelli si aggiudicò il prestigioso “Compasso d’Oro” nel 1991. Viste le diverse evoluzioni che il telaio ha avuto nel tempo, sarebbe più corretto parlare di “serie” Laser. È su questo telaio che a partire dal 1979 vengono utilizzate le prime saldature TIG su telai da corsa, le prime strutture in acciaio al Cromo Molibdeno, si sperimenta lo spostamento della scatola del movimento centrale, ed è con la serie Laser che Cinelli introduce sul mercato il primo telaio monoscocca in composito nel 1984. Il contributo di Andrea Pesenti fu prezioso per il profilo dei tubi a goccia e le soluzioni tecniche per adattare il metallo alle linee aerodinamiche. Andrea poi ricorda la soluzione utilizzata per aumentare la reattività del telaio: l’avvicinamento della ruota posteriore al movimento centrale grazie allo spazio ricavato nel tubo della sella.


CinIt:

E il tatuaggio al braccio?

AP:

Mi diede l’idea un visitatore al nostro stand ad una fiera; dopo avermi chiesto l’autografo mi diede l'idea del tatuaggio affinché giornalisti e clienti, fotografando l'avanbraccio destro mi avrebbero identificato come Laser Man.


CinIt:

Come hai vissuto, professionalmente parlando, l’arrivo sul mercato della fibra di carbonio?

AP:

L’interesse per il carbonio è stato un passaggio naturale

Il carbonio mi affascinò fin dai suoi esordi sul mercato delle bici da corsa.

Diverse aziende avevano iniziato a realizzare telai con questo materiale che mi affascinava per le prestazioni che era in grado di dare e la plasticità in fase di lavorazione che consentiva infinite forme di telai, sezioni e profili.

Il primo telaio che progettai e realizzai fu il “Modular”. Un telaio che consentiva di essere impiegato sia su strada che su pista. Al Modular ne seguirono altri, tra cui un telaio tandem per gare su pista per il campionato del mondo.


Rispetto all’acciaio comunque voglio anche dire che, se è vero che il carbonio ha preso il sopravvento fin dal suo arrivo, è anche vero che l'impiego dell’acciaio per telai artigianali continua. Ci sono in Italia bravi artigiani nella lavorazione di questo materiale e gli amanti dell’acciaio possono trovare sul mercato ottime biciclette.

La ricerca su questa lega è continua e lo affermo grazie alla frequentazione di Cinelli Columbus.


CinIt:

Ho letto da qualche parte che hai anche dato un contributo alla comunità di San Patrignano.

AP:

Quella alla comunità di S. Patrignano, è stata una esperienza meravigliosa durata circa ventidue anni. Ho insegnato la tecnica telaistica ciclistica applicata a materiali diversi. Anche quello è un periodo che ricordo come uno ricco di soddisfazioni.


CinIt:

E l’esperienza con Mizuno?

AP:

È nata nell’83 grazie all’incontro con un giornalista giapponese, conosciuto in Italia in occasione di un servizio che stava curando per la squadra ciclistica giapponese. Seguiva la nazionale ciclistica venuta da noi per allenarsi sulle nostre montagne in prospettiva del Giro d'Italia.

Poco tempo dopo sono andato alla Mizuno a Osaka e abbiamo sottoscritto un contratto per 4 anni di consulenza, prima per dei telai modulari e poi per le forcelle. La collaborazione è durata oltre gli anni del contratto iniziale portandomi a diventare distributore per l’Italia delle forcelle Mizuno.


CinIt:

E adesso? Continui la collaborazione con Cinelli?

AP:

La collaborazione con Cinelli è per speciali telai, purtroppo con delle intermittenze anche a seguito del Coronavirus.


CinIt:

progetti futuri?

AP:

rallentare un po’ e godermi belle pedalate


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