Cerca

LA SELLA, parliamone con il biomeccanico

L'articolo che segue apre una serie di dodici articoli, frutto di interviste con Roberto Canegallo biomeccanico secondo il protocollo Retul. In chiusura dell’articolo trovate un breve curriculum di Roberto.


Quanto avete speso nel tentativo di trovare la sella che faccia al caso vostro? Da quando vado in bici credo di avere superato abbondantemente il migliaio di Euro e so di non essere il solo ad aver speso tanto per l’agognato comfort in sella. Ma perché? Perché è così difficile trovare la sella adatta a noi?

in foto esemplare interamente in fibra di carbonio di Alpitude


Ciascun ciclista ha la sua personalissima conformazione, lo abbiamo già visto nell’articolo sullo studio statistico sulla necessità di una bici su misura all’interno di questo blog.

Relativamente alla sella si parla di maggiore o minore larghezza dell’ossatura del bacino, indipendentemente dall’essere più o meno magri. Esistono test di postura specifici per la sella ma hanno il limite di guardare in modo parziale a un elemento del sistema ciclista-bici che richiede invece un’analisi attenta e che includa l’intero sistema.

Secondo la biomeccanica, più che alla sola sella bisognerebbe guardare al posizionamento nel suo complesso.


Stiamo acquistando la sella per la nostra prima bici? Se non è la prima, qual è lo stile di pedalata? Serve per pedalate da turismo? Allenamento?

Quanto è inclinato il nostro busto quando stiamo in sella? Siamo sicuri di avere la giusta distanza dal manubrio?


Queste sono solo alcune delle domande che dovremmo porci in fase di scelta della nostra sella, pur tenendo a mente che la sella è importante, ma non è tutto.


SULLA SELLA NON CI SI SIEDE


La sella è un pezzo molto importante della nostra bicicletta perché è il punto di contatto con le aree perineali e genitali, per loro natura zone molto delicate e ricche di vasi sanguigni e terminazioni nervose.


Una riflessione contro intuitiva è che sulla sella… non ci si siede, almeno nel caso di bici da corsa e su cui si voglia avere un assetto aerodinamico con inclinazione al di sotto dei 45°. Cioè, in assetto corsa, la sella non è deputata a sostenere la gran parte del nostro peso. Il posizionamento corretto fa si che sulla sella venga scaricata una porzione minima del nostro peso e questo è tanto più vero quanto più desideriamo assumere una posizione aerodinamica.



Teniamo anche conto del fatto che se facciamo un test biomeccanico con una sella, questo ci darà dei valori di posizionamento strettamente connessi a quella specifica sella, che richiede altezza, avanzamento e seduta specifica.

Nella valutazione va tenuto conto anche del livello di massa muscolare e/o di grasso corporeo. Una sella con un naso largo, infatti non andrebbe bene per esempio per ciclisti con cosce robuste per massa muscolare o grassa; ciò a seguito del fatto che le cosce avrebbero impedimento nel naso della sella durante la pedalata, costringendo le ginocchia ad andare verso l’esterno.


E COMUNQUE…


Per quanto sia importante scegliere la sella corretta, funzionale al corretto posizionamento, non va trascurato il fondello del nostro pantaloncino. Anche in questo caso siamo di fronte ad una valutazione a volte trascurata, vuoi per esigenze di spesa, vuoi perché si ritiene che in fondo un pantaloncino sia uguale all’altro. Non è così, e d’altra parte un pantaloncino con fondello confortevole può costare anche meno di altri prezzolati ma dotati di fondello non adeguato alla spesa sostenuta.


Il fondello del pantaloncino da bici che deve essere in grado di sostenere la pressione data dal peso del nostro corpo, ma non solo: deve essere in grado di sostenerlo nei punti giusti, offrire il giusto comfort alle vibrazioni provenienti dal fondo stradale.


A tal proposito, credo possa essere utile sottolineare che un fondello da mountain bike non è uguale a uno per bici da strada o da triathlon. Il primo sarà progettato per dare maggior risposta alle vibrazioni tipiche dell’off road pur mantenendo un peso contenuto e una capacità di espellere facilmente il sudore. Mentre uno specifico per bici da strada avrà varie combinazioni di schiume, tutte comunque sottoposte a trattamento antibatterico, in grado di offrire un maggior assorbimento degli impatti nella zona ischiatica e densità inferiore nella zona pubica.

L’obiettivo è alleggerire la pressione alle aree perineali e perigenitali durante l’appoggio sulla parte anteriore della sella nella posizione in presa bassa.


La conformazione del fondello poi, potrebbe essere realizzata in modo tale da accompagnare il movimento della gamba durante la pedalata, aprendosi e chiudendosi per il movimento e facilitando così la sua asciugatura.


Al di là del sostegno che il fondello ci deve offrire, va considerato il grado di allenamento alla sella stessa. Arrossamenti e dolenzie varie sono giustificati dopo le prime uscite pur avendo posizionamento corretto e sella adeguata.


Ci sono temi specifici legati al posizionamento in bici di cui desideri leggere? Utilizza la sezione dei commenti a fine pagina


o scrivi a: info@creatoinitalia.com


Rimani aggiornato/a, iscriviti alla mailing list


Clicca qui



Chi è Roberto Canegallo?

Vado in bicicletta dal 1978, o meglio anche da prima, ma in quella data mio padre mi regalò la prima bici da corsa, una Liberati blu con cambio Campagnolo, con la quale iniziai a fare lunghe pedalate.


In quel periodo esistevano i "Cicloraduni" ritrovi non competitivi a squadre, che ogni domenica si sfidavano per le campagne Laziali. Nel 2005, dopo aver ricominciato una ennesima "fase pedalatoria", cominciai ad interessarmi di biomeccanica e posizionamento in sella. Mi misi a studiare tutto quello che trovai in letteratura ed iniziai a cercare tutti i più moderni metodi di analisi biomeccanica presenti sul mercato internazionale.


Nel 2010 alla fiera internazionale di Friedrichshafen feci il primo incontro con il personale Retul, al quale seguì tre anni dopo, il primo corso Retul in Italia. Nello stesso anno acquistai il primo sistema di posizionamento in sella della Retul ed iniziai ad utilizzarlo con base a Roma.

Nel 2015 avviai la collaborazione con vari negozi di bici, sia nel Lazio che in Toscana. Nel 2016 i tempi furono maturi per l’acquisto di un secondo sistema Retul, questa volta da usare per gli spostamenti che ormai sempre più costanti. Da lì a breve iniziarono le collaborazioni con squadre anche di ragazzi giovani che mi hanno consentito di imparare tanto e di poter trasferire anche ad una clientela amatoriale competenze specifiche in ambito professionale.


0 commenti

Post recenti

Mostra tutti