Cerca

PEDIVELLE E CADENZA DI PEDALATA

Aggiornamento: 4 dic 2021


Qual è la tua cadenza di pedalata media?

E se vuoi fare un allenamento agile e stare quindi su un elevato numero di pedalate al minuto, qual è la tua cadenza media?

Avresti immaginato che la risposta a queste domande è connessa alla lunghezza delle pedivelle?


La pedivella è il braccio che sta tra pedale e movimento centrale, la sua lunghezza è determinante per la forza impressa al pedale e la cadenza di pedalata.

Idealmente utilizzare pedivelle più corte consente pedalate più agili e considerando che la potenza impressa al pedale è data dalla forza in kg per la frequenza di pedalata espressa al minuto, ne consegue che una pedalata più agile ci consente di sviluppare più potenza.

La cadenza di pedalata, che su piano, in media, si aggira solitamente tra 85 e 95 pedalate al minuto, è però anche funzione dell’età e del tipo di allenamento sostenuto nel tempo.

Un atleta giovane tende ad avere una pedalata agile, mentre quest’ultima tende a divenire più lenta su atleti più maturi.


Fino a qualche anno fa le pedivelle avevano solamente tre misure: 170mm; 172,5mm e 175mm.

Attenzione che stiamo parlando di millimetri, e lo scarto fra le tre è di soli 2,5mm.

La tendenza sempre più comune tra le aziende è di proporre pedivelle di misure diverse sia perché la platea di utenti si è ampliata, sia per un maggiore spazio dato alla biomeccanica.



Lo sviluppo di potenza durante la pedalata e, più in generale, una pedalata efficace è la risultante di una serie di fattori, tra cui la capacità di tenere alte frequenze di pedalata e il corretto posizionamento in sella. Se il primo ha molto a che fare con il nostro allenamento cardio, il secondo aspetto è direttamente legato alla biomeccanica ed è fondamentale perché determina la posizione del ginocchio sulla perpendicolare all’asse del pedale.

In termini di efficacia della pedalata, la posizione arretrata del ginocchio comporterà una caviglia aperta/estesa, “difetto” del gesto di pedalata molto diffuso negli amatori.

Viceversa, una posizione più avanzata del ginocchio (comunque non oltre la perpendicolare sull'asse del pedale) comporterà una caviglia che si chiude naturalmente, favorendo un abbassamento del tallone ed una pedalata più completa, rendendo così il gesto più efficace


Semplificando, potremmo dire che, dopo aver individuato la lunghezza ideale della pedivella e il corretto posizionamento del ginocchio sull’asse del pedale, bisognerebbe intervenire sull’allenamento al fine di riuscire ad avere alte frequenze di pedalata.

L’alta frequenza di pedalata – la così detta pedalata agile - è connessa a un buon esercizio aerobico e a una minore usura dei legamenti, segnatamente delle ginocchia.


Tuttavia, la semplificazione non è parte del mondo della biomeccanica. Tutto si gioca su scarti di millimetri e come abbiamo visto in altri articoli, è l’osservazione dell’insieme che fa la differenza, perché è sull’intero sistema “uomo-macchina” che bisogna osservare e, ove necessario, intervenire.


Un test con il biomeccanico si apre con una lunga intervista riguardo la storia clinica del ciclista, l’osservazione della postura e della lunghezza degli arti, dell’uso che si fa dalla bici, le ore passate in sella, per passare all’osservazione delle tacchette e solo alla fine viene realizzato una ripresa video del ciclista con la propria bici sui rulli durante la quale speciali telecamere con puntatori laser rilevano distanze e angoli sui punti di snodo delle leve (spalla, gomito, anca, ginocchia, caviglia, metatarso) coinvolte nel gesto della pedalata e più in generale nella posizione che si assume in bici. Ne viene fuori un report dettagliato sul quale basare eventuali azioni di aggiornamento della posizione in sella.


Dunque, attenzione alla lunghezza delle sole pedivelle o dell’attacco manubrio o alla sola posizione della sella; ricordiamoci che a fare la differenza tra una seduta in sella e un posizionamento efficace è tutto l’insieme. E’ la cura di tutti questi aspetti nel loro insieme a darci quel comfort di pedalata che rende lo stare in bici comodo anche su lunghe distanze, in grado di non creare infiammazioni e indolenzimenti e che ci consente di esprimere il massimo delle nostre capacità, a qualsiasi livello queste siano.


Per approfondimenti sulla biomeccanica applicata al ciclismo vi rimando ad altri articoli sul tema e a effettuare un test biomeccanico con Roberto Canegallo se vivete a Roma o in zona Grosseto o comunque con un biomeccanico di fiducia


Rimani aggiornato/a, iscriviti alla mailing list


Clicca qui

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti