Ma è solo questione di gambe?

Con questo articolo apro una serie di interventi a cura di un esperto trainer e coach in ambito sportivo e aziendale. L’idea che sta dietro la scelta di inserire anche articoli che parlino di forza d’animo, motivazione e “non fragilità” si connette al concetto di armonia che mi guida nel curare questo blog.

Una bella bici può anche stare in salotto e fare la sua parte nell’arredamento di casa, ma se decidiamo di usarla e desideriamo trarne il massimo, allora penso che dobbiamo guardare al “quadro” nel suo insieme di cui la bici è solo una parte. L’altra parte è la persona.



Troverete dunque nel blog interventi in ambito nutrizionale come quelli di Federica Mastronardo in questa stessa sezione e adesso anche articoli che parlano di motivazione, di mente e del peso che questa assume anche in scelte solo apparentemente piccole, come quella di iniziare ad andare in bici.


La mentalità sportiva va oltre lo sport, entra a pieno titolo nella vita di tutti i giorni, sostenendo scelte private e professionali e per come la vedo io la mentalità sportiva appartiene ai grandi campioni, ma anche a chi decide di volersi mettere in gioco per scoprire una parte nuova di se e coltivarla.


È possibile sfatare quel modo di dire comune secondo cui non conta avere la bicicletta super costosa e performante se non hai potenza nelle gambe?


Qualsiasi cosa facciamo è il risultato di una prestazione: preparare una torta, scrivere un libro, pedalare lungo quella salita con la nostra bici... Insomma, qualsiasi cosa.



QUANTO INCIDE IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO MENTALE?


Possiamo identificare le componenti della nostra prestazione rappresentandola con la seguente formula:


1. Tecnica le competenze tecniche 25%

2. La prestanza fisica 25%

3. L’atteggiamento mentale 50%


È proprio il terzo fattore a fare la differenza. È il cervello che comanda la sensazione di fatica, la voglia di divertirsi e del piacere che si prova nel fare quella determinata cosa.



È la mente ad aiutare il corpo a sostenere il senso di fatica e a gestire la fiducia in sé!

Ma quanto tempo siamo disposti a investire su noi stessi per ottenere lo stato mentale riconducibile alla massima prestazione?

Quanto in realtà conosciamo noi stessi?


CI INTERESSA SVILUPPARE LE NOSTRE PERSONALI POTENZIALITÀ?


Noi siamo quello che pensiamo! Anche se facciamo solo un giro in bicicletta.

I pensieri sono cose, nella nostra mente costruiamo ciò che pensiamo, tutto può diventare successo o fallimento a seconda del modo in cui organizziamo i nostri pensieri.


Sta dunque a noi scegliere di costruire un cambiamento verso una performance di eccellenza.



Qualsiasi sia il modo in cui viviamo la bicicletta, una passeggiata lontano dal traffico e dallo stress, o se ricerchiamo la nostra sfida personale, tutto deve seguire un processo logico - organizzativo per la nostra mente riconducibile al divertimento, che è parte integrante della vita e direttamente proporzionale al risultato della stessa.


Umorismo, gioia, serenità, condivisione della passione con altri sono elementi che non andrebbero mai trascurati e andrebbero invece sempre ricercati in quanto alimentano una prestazione d’eccellenza.


Ma… Quanto manca alla vetta? Tu Sali e non pensarci!

(Friedrich Nietzsche)


È impossibile non pensarci perché le salite cominciano già nella nostra mente!

Possiamo raggiungere un’ottima preparazione tecnica per pedalare in sicurezza e in maniera efficace, ma saremo solo al 50 % della nostra potenzialità.

La mente ci consentirà di coprire il rimanente 50. La stessa che ci può far andare naturali in discesa, oppure guidare la bicicletta sotto la pioggia, affrontare quella curva o pedalare in gruppo, proseguire lungo quella salita con la caparbietà che ci consentirà di raggiungere la meta!


Per far questo bisogna intensificare la consapevolezza, l’applicazione di meccanismi che forse ignoravamo, poi durante quel giro in bici tutto diventerà automatico.


Il modello a cui mi riferisco rappresenta il sistema di riferimento utilizzato - e di volta in volta rielaborato - nell’ambito del Business & Sport e che ho testato “sulla mia pelle” in questi anni.

Il modello analizza i meccanismi mentali che influiscono sul nostro agire, sulle relazioni e sull’atteggiamento nei confronti della realtà, con l’obiettivo specifico di favorire la vittoria in ambito sportivo, come nella vita di tutti i giorni.


Riccardo Penna

Tutte le foto di quest'articolo sono di Paolo Ciaberta



Riccardo Penna è executive Coach in ambito Sport & Business.

Docente al corso di perfezionamento in psicologia dello sport di Torino.

Atleta senior partecipa a competizioni di triathlon e rally.

Svolge la sua attività per Imprenditori. Manager-Atleti ed aziende nell’ ambito dello sviluppo organizzativo e leadership

Il contenuto dell'articolo è tratto dal suo libro: Respirare con la Mente


Lo sport come esempio, come modello perché la vita può presentare le stesse gioie, asperità e frustrazioni di una competizione sportiva, con regole da rispettare e risultati da ottenere: richiede un impegno costante, una concentrazione continua e soprattutto, la capacità di accettare anche la sconfitta.


Lontano dall'essere un manuale di regole, "Respirare con la mente" è un viaggio attraverso le proprie esperienze, un invito a guardarsi dentro, a porre particolare attenzione ai segnali del miglioramento continuo di noi stessi.


Conoscersi e capirsi vuol dire saper affrontare i propri limiti ed iniziare da essi.

È in questo contesto che la preparazione mentale assume un ruolo rilevante, il giusto approccio per andare oltre.


Per contatti ed approfondimenti:

riccardo@riccardopenna.com

linkedin.com/in/riccardop1


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