Cerca

PEDALI, TACCHETTE E SCARPE

Piccolo preambolo:

quando da bambino pedalavo con le scarpe da ginnastica non sapevo nemmeno l’esistenza di scarpe specifiche per bici. Durante le scorrazzate giornaliere spesse volte i piedi scivolavano via dai pedali e qualche volta le stringhe delle scarpe hanno rischiato anche di incastrarsi tra catena e ruota dentata.

Nel tempo ho imparato a annodare le stringhe in modo da accorciarle per tenerne le estremità lontane dalla catena e a posizionare i piedi sui pedali più correttamente. Rimaneva tuttavia il problema che i piedi erano poggiati sui pedali e non solidamente agganciati, ciò non solo comportava instabilità e rischio di cadute ma anche – poi seppi – una pedalata meno efficiente.


La soluzione a ciò e non solo a questo, è un sistema scarpa-pedale che consenta alla scarpa di rimanere agganciata al pedale, con tutta una serie di migliorie del gesto della pedalata e della sua efficacia.


In questo sistema le tacchette sono gli agganci avvitati sotto le scarpe da bici (corsa o mountain bike), e sono la parte che consente di agganciare le scarpe ai pedali della nostra bici.

Ogni marca di pedali ha la sua tacchetta corrispondente, e qualunque di essa può essere montata sotto qualunque scarpa per bici.

Fondamentalmente abbiamo tre marchi, ognuno con la sua tipologia di attacco: Look, Shimano e Speedplay.

Da sinistra a destra: attacchi Look, Shimano, Speedplay


PERCHÉ SCEGLIERE UN TIPO DI PEDALE PIUTTOSTO CHE UN ALTRO?

Al di là di minime differenze sulla superficie di appoggio offerta dal pedale, non c’è una ragione tecnica, la motivazione è più legata a una preferenza personale verso una o l’altra marca.

Una piccola parentesi va aperta per quei pedali come Favero o Garmin che hanno incorporato il misuratore di potenza. Per questi pedali il Q Factor (distanza che intercorre tra il punto mediano di appoggio del piede sul pedale e il telaio, il cui valore è di 15cm in bici da corsa e 18 per le mountain bike) è diverso rispetto a qualunque altro pedale e bisognerebbe tenerne conto nel posizionamento della tacchetta alla scarpa per assicurare la perpendicolarità della gamba in fase di spinta.


QUALI ELEMENTI CONSIDERARE NELL’ACQUISTO DELLE SCARPE DA BICI?

Il materiale con cui la scarpa è realizzata in primo luogo: una scarpa in pelle consente di adattarsi al piede, a tutto vantaggio della comodità.

La presenza di inserti rigidi irrigidiscono la scarpa, magari la rendono più competitiva, ma meno comoda.


Da sinistra verso destra: pedali Look, Favero (con misuratore di potenza) e Speedplay


Un ragionamento a parte poi andrebbe fatto sulla calzata della scarpa. Esistono sul mercato aziende che per il medesimo modello di scarpa offrono l’opzione a “pianta” larga e stretta. Questa differenziazione è importante per il tema della specificità soggettiva, già affrontato in questo blog, secondo cui ognuno di noi ha le proprie specifiche misure antropometriche e quindi a parità di misura di scarpa si può rendere necessario utilizzare uno o l’altro modello.

Il motivo? A parte la specifica forma del piede indipendente dall’età, soprattutto per ciclisti non giovani, il piede tende ad essere più largo e la scarpa a pianta larga può dunque essere la soluzione a addormentamenti e formicolii ai piedi. Una scarpa a pianta larga consente una migliore circolazione del sangue ai piedi che non si trovano costretti in scarpe troppo strette per loro, pur se di misura corretta.


In accoppiata alla scarpa si potrebbe anche considerare l’uso di solette in carbonio. Si tratta di solette specifiche per scarpe da ciclismo la cui funzione è quella di migliorare ulteriormente la posizione del piede dentro la scarpa a tutto beneficio del comfort e della spinta erogata sui pedali. Un posizionamento ottimale fatto da: allineamento corretto scarpa-pedale e la giusta soletta in carbonio sono in grado di farci guadagnare watt preziosi in gara e comunque maggior comfort ed efficienza della pedalata.


In linea di principio andrebbe usata una dima specifica per il montaggio delle tacchette su scarpe da ciclismo al fine di assicurare un montaggio preciso al millimetro e in asse con la scarpa. Il montaggio delle tacchette poi andrebbe fatto in posizione arretrata al fine di garantire una spinta efficiente.

Da non dimenticare che ogni tacchetta ha il suo grado di gioco sul pedale che consente un piccolo angolo di movimento (da 3 a 6 gradi, a seconda del pedale e della tacchetta) che risulta funzionale alla pedalata e comodo per caviglia e ginocchio a patto che le tacchette siano montate in perpendicolare con l’asse del pedale. Tipici segnali che rivelano posizionamenti non corretti delle tacchette sono i segni sui fianchi interni delle scarpe, dati dallo sfregamento sulla pedivella o sul forcellino posteriore, così come anche movimenti innaturali del ginocchio nella fase di recupero della pedalata.


Questa è una panoramica davvero generale e ha il solo obiettivo di solleticare l’attenzione del lettore sull’argomento.


Per approfondimenti sulla biomeccanica applicata al ciclismo vi rimando ad altri articoli sul tema e a effettuare un test biomeccanico con Roberto Canegallo se vivete a Roma o in zona Grosseto o comunque con un biomeccanico di fiducia, meglio se segue i protocolli Retul.


Ci sono temi specifici legati al posizionamento in bici di cui desideri leggere?


Utilizza la sezione dei commenti a fine pagina


o scrivi a:

info@creatoinitalia.com



Rimani aggiornato/a, iscriviti alla mailing list


Clicca qui

0 commenti

Post recenti

Mostra tutti